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L'eccessiva igiene si associa ad un più alto rischio di allergie: conferme epidemiologiche

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I dati di un recente studio epidemiologico condotto negli Stati Uniti sembrano supportare lo slogan “più infezioni = meno allergie” della cosiddetta teoria igienica proposta per la prima volta, da David P. Strachan nel 1989. La teoria nasce dall’'osservazione epidemiologica di una minore incidenza di rinite allergica e dermatite atopica (entrambi malattieallergiche) nei bambini di famiglie numerose e, quindi, presumibilmente più esposti ad agenti infettivi.

La mancata esposizione, nei primi anni di vita, ad alcuni agenti infettivi modificherebbe la risposta del sistema immunitario nei confronti del mondo esterno. Lo squilibrio della risposta immunitaria in senso allergico induce un’'attivazione dello stesso sistema immunitario anche nei confronti di agenti non particolarmente dannosi per l’organismo (allergeni).

In particolare, uno studio, pubblicato online il 6 Giugno scorso su Journal of Allergy and Clinical Immunology, ha esaminato i fattori ambientali connessi con il wheezing  ricorrente (il respiro sibilante tipico dell’'asma) negli ambienti urbani su una coorte di 560 bambini di Baltimora, Boston, New York e St. Louis. Secondo lo studio i bambini maggiormente esposti a specifici allergeni e batteri, durante il loro primo anno di vita, hanno una minore probabilità di sviluppare wheezing ricorrente e sensibilizzazioni allergiche. Questi risultati suggeriscono che l’'esposizione concomitante ad alti livelli di determinati allergeni e batteri nei primi anni di vita potrebbe essere addirittura “utile” potendo aprire la strada a nuove strategie di prevenzione per il wheezing e le malattie allergiche in generale.
In effetti, alcuni dei batteri “protettivi” sono abbondanti negli scarafaggi e nei topi, la fonte di questi allergeni comuni. L’'esposizione, durante il primo anno di vita, alla polvere domestica contenente alti livelli di due specifici gruppi di batteri particolarmente abbondanti nell’'intestino umano –i Bacteriodes ed i Firmicutes –è associata ad un minor rischio di asma. Se tali dati saranno confermati da ulteriori studi, si potrebbe valutare una strategia “protettiva” contro le allergopatie somministrando adeguati ceppi batterici ai bambini nei primi anni di vita.

Riferimenti
1) D. P. Strachan. Hay fever, hygiene, and household size. BMJ. Nov 18, 1989; 299(6710): 1259–1260.
2) Susan V. Lynch, Robert A. Wood et al. Effects of early-life exposure toallergens and bacteria on recurrent wheeze and atopy in urban children. JACI Published online 06 June 2014.

Dr. NICOLA VERNA
Specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica
Via Vasco De Gama, 37 - 65126 - Pescara
Tel. e fax (+39) 085 65360 - Cell. (+39) 339 6268483

N.B.: I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e non intendono, in alcun modo, sostituirsi al consulto, alla diagnosi ed al trattamento del proprio Medico di Medicina Generale e/o del proprio Specialista di fiducia. Da parte dell'autore vengono messi in atto tutti gli sforzi per rendere i contenuti chiari, aggiornati e facilmente comprensibili dal pubblico più vasto possibile. La Medicina, però, è una scienza in costante evoluzione e, quindi, dopo qualche tempo dalla pubblicazione, i concetti espressi potrebbero essere superati o, addirittura, non più validi. E' chiaro, pertanto, che è solo il Medico di Medicina Generale ed lo Specialista di fiducia che può illustrare la particolarità, i piani terapeutici e la prognosi del paziente. L'autore non potrà essere ritenuto responsabile di qualsiasi azione intrapresa o non intrapresa in funzione o come risultato dell'interpretazione o della comprensione delle informazioni contenute nella newsletter.

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