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La mia esperienza nel il reparto di Oncologia di Pescara

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In merito alle lettere recenti sul reparto di Oncologia dell’Ospedale di Pescara desidero fare alcune osservazioni quale familiare di una paziente. Per far funzionare una macchina pienamente operativa è necessario che tutto il meccanismo sia ben oliato: basta che un elemento non sia al posto giusto e tutto rallenta. Se da una parte ho potuto constatare un generale aumento del numero dei malati, dall'altra posso notare una diminuzione del personale infermieristico, ed un'attesa a volte troppo lunga per l’arrivo dei farmaci chemioterapici.

Attese ritardi e mobilio

Le osservazioni che possono essere facilmente fatte sono relative alle attese, ai ritardi e alle condizioni del mobilio. È vero, le sedie per l'infusione non sono in uno stato ottimale e funzionale per i pazienti, ma diverse volte - da spettatrice - mi sono imbattuta in persone con poco rispetto per quelli che dovrebbero essere beni di tutti. Tutte quelle persone che purtroppo, prima o dopo di qualcun altro, sono state costrette a sedersi su quelle poltrone, sono - a parer mio - responsabili di un bene che, ripeto purtroppo, appartiene anche a loro. 

L’impegno e la presenza di operatori, dai medici agli psicologi, dagli infermieri ai volontari, si fa sentire anche in mezzo a queste difficoltà.

Senza entrare nel merito delle decisioni organizzative attuate dal Primario Dott. Garufi, credo che la scelta di portare un paziente e i suoi familiari ad affidarsi ad una squadra di professionisti  sia ragionevole. Sapere che in qualsiasi momento tutti gli operatori, a prescindere da ferie, assenze o altro, ci possano seguire mi conforta. Quando sulla tua famiglia si abbatte una scure come quella di un tumore, il tuo primo pensiero è quello di sentirti inadeguata, indifesa e necessiti di un appoggio professionale che solo una squadra coesa può darti. Sono altrettanto sicura che debbano essere fatti ulteriori sforzi per rendere la macchina perfettamente funzionante, ma credo anche che le mancanze eventualmente riscontrare possano essere affrontate con il supporto della Direzione Generale dell’Ospedale.

Già nei mesi scorsi la Direzione Generale ha incontrato una delegazione di pazienti e di familiari e si è impegnata a risolvere i problemi logistici dei pazienti oncologici. Speriamo che queste modifiche siano imminenti e possano migliorare la qualità dell’assistenza.

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