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Pescara Crabs, ritorno al presente. Intervista al nuovo Head Coach

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Mancano pochi giorni all’esordio in campionato dei ragazzi dell’Under 19 dei Pescara Crabs. Domenica a Forlì i ragazzi di Coach Stanzani incroceranno i caschi contro i loro pari età dei Titans Romagna.

A pochi giorni da questa storica data, abbiamo voluto rivolgere al nostro H.C. qualche domanda in merito a questi primi mesi di lavoro e LUI, è stato ben felice di risponderci.

I giovani sono il futuro, quindi iniziamo subito da loro: quanto sono cresciuti i ragazzi dalla prima amichevole ad oggi e qual è il loro potenziale?

“Stanno cominciando a sembrare una squadra, giocano con piu’ testa e fanno quello che gli viene chiesto, mi aspetto che si facciano rispettare e che giochino con Onore, qualita’ fortemente presenti a Pescara. Saranno poi inseriti TUTTI nella Senior Crabs e avranno l’opportunita’ di crescere in campo, mi aspetto un paio di anni di costruzione prima di vedere i risultati che Pescara si merita. Il talento c’è!”

Aspettative per il campionato?

“Vuoi dire Campionati? Mi occuperò di persona delle tre squadre associate a Pescara: la Under 19 è una vera incognita. E’ formata per il 65% da giocatori che non hanno mai messo casco e spalliera, per cui mi aspetto che si divertano, che non si facciano male e che ce la mettano tutta per ben figurare. Il livello del girone, a visionare i filmati tecnici, è proibitivo, per cui qualche punto darebbe forza e sicurezza per il futuro Crabs. I ragazzi si stanno impegnando al massimo: e’ un ottima base di partenza!

Le Lobsters hanno preso la stagione futura seriamente! Il nucleo di base si allena con gli uomini da luglio… mi aspetto un pre campionato di lavoro intenso e una stagione 2015 di rivincita. Si è ripartiti da zero, con un sistema nuovo e innovativo per la femminile in Italia. Ogni allenamento è una sfida, non solo fisica. Sono un grande tifoso di queste ragazze, vedrete che non deluderanno.

La Senior Crabs è un’altra incognita: c’e’ un nucleo di giocatori che si presenta assiduamente agli allenamenti e forma la base della squadra; ma ci sono ancora giocatori che non hanno capito che il play book è PERSONALIZZATO in base agli atleti che vedo agli allenamenti. Gli assenti non giustificati non ne faranno parte semplicemente perché non è il sistema “tradizionale” all’italiana dove vecchi e nuovi fanno le stesse cose che sono in giro dagli anni ’80. Inserirsi all’ultimo minuto “tanto poi gioco” non funziona più a Pescara. O ti alleni o non lo impari: semplice. Detto questo stiamo aspettando la Federazione per sapere se riparteciperemo al Cif 9 (III divisione, ndr) o se saremo ammessi alla LeNAF. Il Cif 9 la conosciamo bene e il livello e’ inferiore ma approcciabile. Il campionato LeNAF ha squadre blasonatissime e sulla carta sembrano imbattili, ma è il futuro del Football in Italia… per cui ci stiamo preparando al meglio per il futuro!”

Perché Pescara?

“Perché ci lavoro per la musica da 12 anni e mi piacciono molto le persone, la città, il clima e le possibilità che questa città offre.
Se la dirigenza e i giocatori, vecchi e nuovi, realizzeranno il potenziale esistente e lavoreranno per esprimerlo IN CAMPO, sono certo che le soddisfazioni non mancheranno!”

Il tuo rapporto con la Federazione italiana: ti aspettavi qualcosa in più dopo i tanti successi made in USA?

“La federazione ha riconosciuto in pieno i miei meriti in USA come allenatore. Collaboro con più settori della federazione e per ora sono contento così. Se in futuro sarò chiamato ad implementare queste o altre collaborazioni vedrò volta per volta come comportarmi.”

Stai cercando di far crescere anche nuovi allenatori: soddisfatto del tuo staff?

“Molto! Quando sono stato nominato HC ho preso coscienza della situazione allenatori esistente e ho preferito cominciare da capo con allenatori che partissero da zero. Sono sicuro che questa sia stata la scelta giusta.
Anche la societa’ deve crescere. Dove sono sempre gli stessi a darsi da fare, non si arriva lontano.
Formando nuovi allenatori, stiamo creando la struttura tecnica consapevole di dover imparare. In conclusione stiamo costruendo tutto l’ambiente da capo nel modo piu’ sano possibile.”

In base alle tue esperienze d’oltreoceano: è più facile portare giovani italiani in USA o portare gli USA (come mentalità ed approccio allo sport) in Italia?

“Decisamente portare giocatori italiani in USA!
Ho ripetuto mille volte che qui in italia gli allenatori e i giocatori sono molto ben preparati PER IL GIOCO IN ITALIA. La strada tecnica per tornare a primeggiare in europa è il primo passo: rappresenta la prima misura che ci dirà se si sta lavorando bene come movimento.
Il cambio recente alla guida del Blu Team con Davide Giuliano HC è stata una decisione corretta, a parer mio. Questa scelta coraggiosa, svilupperà il Football Americano Italiano, sia come allenatori che come giocatori, puntando nella direzione giusta.
Il lavoro di tanti volontari puo’ pagare solo se coordinato dall’alto.”

Grazie del tempo che ci hai concesso Coach, ed in culo alla balena visto che siamo sulle rive dell’Adriatico. Un’ultima curiosità: petto o coscia?

“Maschio o femmina?”

Ahahahahahahahaah grazie e alla prossima.

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