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Corso Vittorio Emanuele, ora si pensa al referendum popolare. Urge una presa di posizione netta

Ennesima, e speriamo ultima, proposta per il futuro di una delle strade principali di Pescara

la redazione
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Uno dei tormentoni dell'estate 2014, almeno a Pescara, è il destino che avrà Corso Vittorio Emanuele.

Apertura al traffico, chiusura al traffico, traffico solo ai filobus, senso unico e doppio senso, tutte le idee sono state proposte dall'amministrazione ma nessuna posizione ferma è mai stata presa.

Dopo la proposta del sindaco Alessandrini di riaprire il corso a senso unico, ieri c'è stato un ulteriore incontro, in loco, della Commissione Grandi Infrastrutture. Alla riunione "all'aperto" si sono uniti anche tanti commercianti del corso e, anche tra di loro, ognuno ovviamente ha la sua idea: chi vuole la riapertura, chi non la vuole, chi la vuole a senso unico. E alla fine dei giochi, invece che prendere una posizione, è uscita una nuova proposta: un referendum popolare.

Alla riunione ha partecipato anche il responsabile amministrativo del progetto Domenico Ballone che ha definito l'opera adatta alla riapertura al traffico ma che in ogni caso l'ultima parola sulla decisione spetta agli amministratori pubblici.

Dal punto di vista politico le voci sono tante e diverse tra loro, Pescara Futura per voce di Masci e Forza Italia per voce di Antonelli si esprimono all'unisono: portare avanti l'idea con cui è stata progettata la riqualificazione: il passaggio del filobus.

Francesco Pagnanelli del PD, stesso partito del sindaco, taglia corto con idee opposte al primo cittadino: o tutto (doppio senso di circolazione ndr) o niente ma vede comunque necessaria la consultazione popolare, posizione sulla quale si schierano anche M5S e Guerino Testa del NCD.

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