Pineta Dannunziana: 53 alberi verranno abbattuti, 48 saranno monitorati

A confermarlo è stato il presidente della Commissione Ambiente Ivo Petrelli in conferenza stampa assieme all'ingegner Rossi

| di la redazione
| Categoria: Attualità
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Sono 53 gli alberi irrimediabilmente compromessi dall’incendio che domenica scorsa ha devastato la pineta di Pescara e che purtroppo dovranno essere abbattuti con urgenza per ripristinare la viabilità tutt’attorno alla Riserva naturale dannunziana, a partire da via della Bonifica che l’amministrazione comunale vuole riaprire al traffico già da domani sera. Altre 48 piante, invece, presentano segni di ferite gravi, dovranno essere monitorati perché potenzialmente pericolanti, ma prima di procedere con la loro eventuale rimozione i tecnici suggeriscono di temporeggiare per verificare se le piante abbiano una possibilità di ripresa e se siano in grado di reagire allo stress termico subito. È questa la prima stima dei danni effettuata dagli uffici tecnici comunali, coordinati dall’ingegnere Giuliano Rossi , incaricati all’indomani del gravissimo rogo che ha distrutto il lotto 5 della Riserva naturale e in parte i comparti 4 e 3, un bilancio purtroppo ancora approssimativo destinato inevitabilmente ad aggravarsi man mano che gli agronomi riusciranno a entrare nei vari comparti per cominciare a esaminare ogni singolo albero”.

Lo ha detto il presidente della Commissione Ambiente Ivo Petrelli ufficializzando l’esito della seduta odierna che ha visto la partecipazione dell’ingegner Giuliano Rossi.

“A tre giorni di distanza dall’incendio abbiamo ritenuto importante fare un briefing con la macchina comunale mobilitata sul dramma della Riserva naturale per capire quali azioni si stanno predisponendo da un lato per definire il quadro dei danni registrati, dall’altro per iniziare a programmare gli interventi di risanamento e bonifica – ha detto il Presidente Petrelli – perché oggi la nostra urgenza è salvare il salvabile e restituire ai cittadini la loro pineta. L’ingegner Rossi ha ufficializzato che già da lunedì 2 agosto sono state avviate le attività di somma urgenza per affidare la verifica di stabilità delle alberature coinvolte nell’incendio. I tecnici devono realizzare una verifica visiva e una verifica strumentale. Complessivamente sono 400 le alberature da sottoporre a indagine. Già ieri è stata consegnata al Comune la prima relazione che riguarda le piante a ridosso della viabilità lungo via Ignazio Silone, via della Bonifica e via Pantini, ovvero i tre assi stradali ancora chiusi al traffico da domenica. Trattandosi di una Riserva naturale sottoposta a vincolo naturalistico e a vincolo monumentale-paesaggistico, la relazione è stata subito trasmessa alla Regione Abruzzo, ai Carabinieri Forestali e alla Sovrintendenza.

Nel frattempo sono state avviate le procedure della somma urgenza per abbattere le piante irrimediabilmente compromesse dal fuoco e ormai ridotte a scheletri neri, e parliamo di 54 alberi che dovranno essere subito rimossi; si realizzerà invece una potatura chirurgica su altri 48 pini che comunque presentano dei segni gravi lasciati dal fuoco, ma prima di assumere decisioni più drastiche si è deciso di attendere per verificare se le piante hanno una capacità di reagire allo stress termico. Nelle prossime ore si partirà con il primo intervento sempre in somma urgenza con l’abbattimento degli alberi che costeggiano via della Bonifica, creando una condizione di pericolo sulla strada, al fine di poterla riaprire al traffico già per domani sera; per dopodomani è prevista la riapertura di via Silone; per via Pantini invece già sappiamo che andranno attuati interventi più complessi sull’albero monumentale. Nei prossimi giorni cominceranno le verifiche nei comparti 3 e 4, pesantemente colpiti dal rogo, mentre nel comparto 5 che è una riserva integrale, non è possibile per ora accedere e dobbiamo avviare uno studio tecnico-scientifico specializzato per decidere come intervenire.

Poi il pino monumentale, da cui ancora lunedì uscivano lingue di fuoco e fumo: l’ingegner Rossi ha ufficializzato che anche stamattina si è svolto un nuovo sopralluogo sulla pianta – ha aggiunto il Presidente Petrelli -, si sta cercando di salvaguardare la pianta, al fine di garantirne la sopravvivenza in ogni modo, l’albero ha ricevuto dei danni evidenti che richiederanno più operazioni. Le più urgenti prevedono un taglio dei rami bruciati alla base, poi la fornitura di acqua in modo costante, ma non diretto, dunque a dispersione, agendo tutt’attorno alla pianta dopo aver rimosso la cenere. Attualmente una metà della pianta risulta bruciata, l’altra non ha segni delle fiamme, per questa ragione si è deciso di stabilizzare l’albero con due anelli: uno rigido alla base e uno più elastico nella parte superiore e occorrerà del tempo per verificare la reazione della pianta che comunque dovrà subire una potatura.

La situazione più drammatica è sicuramente quella del comparto 5 per il quale è stata avviata la polizza assicurativa con l’apertura del sinistro e ora dovrà essere realizzata la valutazione del danno sotto il profilo della sicurezza e del danno subito ai fini della ripiantumazione. In ultima analisi si partirà con la progettazione della riqualificazione e rinaturalizzazione della riserva, valutando anche la possibilità di lasciare alla natura il tempo necessario per fare il proprio corso e magari riprendersi. A questo punto entro una decina di giorni potremo avere un ulteriore aggiornamento della situazione; nel frattempo già sappiamo che il cavalcavia non ha subito danni strutturali a causa dell’incendio, né ci sono danni sugli asfalti, mentre è andata persa tutta la segnaletica orizzontale e verticale che andrà ripristinata. Le prime anticipazioni parlano comunque di un danno complessivo pari a diversi milioni di euro”.

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