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Mercatino Etnico, solo positività per la città di Pescara

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Il Mercatino etnico che l'amministrazione comunale di Pescara si appresta a realizzare presso il sottopasso ferroviario non presenta alcun profilo problematico per la cittadinanza e per il commercio pescarese, tutt'altro, ne risolve molti.

  1. Pone fine a situazioni di degrado e illegalità, creando un luogo privo di insalubrità, con impianti elettrici a norma, servizi igienici, controllato da telecamere e forze dell'ordine, definito e circoscritto, illuminato e popolato, l'esatto contrario della situazione di degrado a cui abbiamo assistito negli ultimi 20 anni. Inoltre riempie un vuoto urbano e degradato, senza illuminazione, un deserto da cui origina la percezione di insicurezza dei cittadini. Qualsiasi illegalità (a cominciare dalla contraffazione) diventerà così molto meno attuabile rispetto agli ambulanti sparsi su spiagge e marciapiedi in città
  2. E' per creare tale sicurezza la spesa di 250mila euro: la sicurezza ha costi. Inoltre gli occupanti pagheranno tutte le utenze e l'occupazione del suolo pubblico  al Comune che nel tempo rientrerà dell'investimento. 
  3. Si crea un luogo di integrazione e lavoro per centinaia di famiglie che vivono da anni a Pescara e che per anni hanno interagito umanamente e commercialmente con la cittadinanza pescarese.

Coloro che occuperanno il mercatino non possono andare negli altri mercatini esistenti per i seguenti motivi:

  1. non hanno adeguati mezzi e possibilità di caricare e scaricare la merce, i mercatini rionali non ci sono tutti i giorni e dividendo i senegalesi per i mercatini presenti a Pescara lavorerebbero al massimo un giorno a settimana. 
  2. con la nuova legge regionale del commercio non avrebbero mai i requisiti per competere con gli ambulanti italiani rispetto ai mercati rionali.
  3. Inoltre quella è una comunità che è nata e ha operato negli anni sempre insieme e l'integrazione non si fa spaccando una comunità ma accettandola per quella che è per ciò che esprime e soprattutto rispettando le loro esigenze che sono quelle di rimanere insieme, di non disperdersi.
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