Spazio Aperto è uno spazio offerto alla città, alle associazioni, agli enti, a quanti intendono partecipare alla vita sociale e culturale del territorio. Scopri di più.

Cogito Ergo Cubo, Francesco Lupo espone presso la Galleria 16 Civico dal 28 gennaio all’11 febbraio.

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA

Fotogallery: clicca sulle immagini per ingrandirle

printpreview

La Galleria 16 Civico, sita a Pescara, strada provinciale San Silvestro n. 16, ospiterà dal 28 gennaio all’11 febbraio una particolare mostra di un giovane artista.

Il giovane artista è Francesco Lupo che con la sua personale al “piccolo porto culturale” del 16 Civico, propone un progetto composito e in parte inedito, in cui esplora i molteplici rapporti tra forma e sostanza mettendo in luce attraverso sculture, video e istallazioni, i limiti e le tensioni dell'una e dell'altra

L’evento è stata curato da Silvia Moretta, Presidente dell’Associazione culturale Akedà di Pescara, che ha abituato i visitatori, delle mostre da lei organizzate, ad ammirare e conoscere artisti giovani ed artisti che da una vita trasmettono attraverso la propria arte ed i propri prodotti sentimenti profondi e complessi.

Francesco Lupo nasce a Pescara nel 1985, cresce a contatto con un laboratorio orafo e impara a giocare con le forme e i materiali fino a quando tentando di fuggire da ciò che sembrava un destino già scritto e con il sogno di diventare astronauta, intraprende studi scientifici. Fu un Epifania a riportarlo sulla strada dell'arte: camminando in una cava di pietra, trova un'iguana intrappolata nella roccia e decide di renderla libera.

Si è formato presso l'Accademia di Belle arti di Urbino e di Istanbul, ed attualmente vive e lavora a Pescara.

Silvia Moretta ha, con dovizia di particolari, presentato la mostra partendo dal titolo,

Cogito ergo Cubo, che prende il nome da una scultura in bronzo.

…”Il cubo antropomorfo di Lupo, modulare, componibile è reiterato in diverse dimensioni, si riallaccia, innovandola,  all'iconografia del “pensatore”. L'uomo, ripiegato su se stesso, è solo, imprigionato nella sua stessa forma, ingabbiato e allo stesso tempo protetto dal cubo, da un isolamento che lo opprime ma che anche gli garantisce sopravvivenza. Con un atteggiamento Pisco geografico, la figura umana diviene lo spazio residuale, lo spazio in attesa rivelato dalla luce che filtra nei vuoti, ingabbiato in una condizione di sospensione e di riflessione”.

Francesco Lupo ha dichiarato: “Viviamo le nostre caotiche esistenze dentro cubiche stanze incastonate in cubici palazzi. Modelliamo i nostri rapporti districandoci all'interno di rigide regole comportamentali”

“Torna alla mente, -continua Silvia Moretta-, il tedio di Escher per il mondo costruito dall'uomo, prevalentemente rettangolare, per le stanze irritanti con tutti quegli angoli rettangoli, “perché purtroppo il nostro tiranno è la forza di gravità”. La soluzione di Escher è stata quella di creare un universo grafico nel quale può essere ogni cosa e insieme il suo contrario, dove gli opposti sono entrambi possibili, dove salendo una scala un omino si ritrova alla base, invece di trovarsi in cima, dove non esistono regole prospettiche. Con lo stesso gusto per il gioco, in Cogito Ergo Cubo l'artista, così come il visitatore, è libero di spostare i moduli inventando architetture visionarie, creando figure geometriche in trasformazione, che mutano al variare del punto di vista, di generare strutture mentali interiori o di dissociare gli elementi. La durezza del materiale e le componenti razionale e geometrica sono dunque dominanti, ma come in un alfabeto di lettere, la componibilità degli elementi libera creatività e concede la  possibilità che sia il caos a determinare la definizione finale della forma.

Come nella grande installazione creata in situ con cui Lupo, con approccio selvaggio, domina e occupa lo spazio della galleria, negandone in parte le direttrici, così anche le strutture di Cordyceps, in canapa e gesso, richiamano alle strutture cellulari della mente umana, rivelando tuttavia l'inutilità del raziocinio di fronte al caos. La grande installazione inoltre si impone con imprevedibilità per lo spettatore, che deve piegarsi e modulare il proprio movimento di fronte all'incombente presenza.

Il cubo torna nell'opera in bronzo Fetus, simbolo dell'origine dell'uomo, connesso sin dall'origine con la struttura che lo trattiene e da cui però sembra trarre vita, nel costante dualismo tra l'essere gabbia e al contempo vettore, mantenendo in equilibrio forma e sostanza, pieni e vuoti”.

La mostra sarà inaugurata sabato 28 gennaio ore 18.30 e rimarrà aperta fino all’11 febbraio, con Orari di visita,  tutti i giorni su prenotazione, dalle 18 alle 21

Per Informazioni: Galleria 16 Civico

Pescara, Strada Provinciale San Silvestro, 16 Tel 3402537653

 e-mail 16civico@gmail.com

evento FB: Cogito Ergo Cubo

Silvia Moretta Presidente dell’Associazione culturale Akedà

via Fontanelle 33/3 65100 – Pescara Tel. 328/2726733

Maria Luisa Abate

Contatti

redazione@iwasnotssl-www.pescaranews.net
mob. 320.8428413
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK