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Per un rilancio dello scalo merci dell'Aeroporto di Pescara e dell'Interporto d'Abruzzo

Le proposte di uno studente pescarese per il rilancio della nostra Regione

| di Edoardo Di Paolo
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Sebbene le notizie riguardanti il traffico passeggeri colpiscano maggiormente l'opinione pubblica, vi è un altra infrastruttura, accanto al Terminal passeggeri, in grado di giocare un ruolo fondamentale per il “decollo” dell'Aeroporto di Pescara e, al tempo stesso, la rinascita economica dell'intera regione Abruzzo: l'Aerostazione Cargo.

Nel corso dell'anno 2009 il nostro aeroporto si classificava dignitosamente come il 19° d'Italia per traffico merci, vedendo transitare nelle proprie infrastrutture un totale di oltre 2200 tonnellate di prodotti. Circostanze di natura eterogenea hanno provocato il crollo di tale parametro fino al mesto valore di 42 tonnellate registrato nell'intero 2015.

Se da un lato l'Aeroporto d'Abruzzo sembra vivere una fase di lenta, ma stabile crescita del volume passeggeri, dall'altro lato la sua aerostazione cargo appare triste e semivuota, con significative ripercussioni sull'economia dell'area metropolitana e dell'intera regione.

Un minore transito di merci significa infatti perdita di opportunità per le imprese/industrie locali e meno posti di lavoro. In breve, ulteriori affanni per la già fragile economia abruzzese.

La perdita dei voli postali notturni, dirottati su Ancona (una città che ha affidato tutto il proprio destino alla prossimità ad una rete di trasporto intermodale) spiega solo parzialmente tale preoccupante declino. La S.A.G.A., certamente conscia delle opportunità sottese al settore Cargo e dei grandi profitti che esso è in grado di generare, deve studiare una nuova, accattivante strategia commerciale, volta a proporre direttamente il proprio scalo a tutti i principali operatori del settore cargo a livello internazionale illustrando i vantaggi della sua offerta.

I suoi punti chiave dovrebbero essere:

  1. Una continua ricerca sulle tariffe operate dagli scali merci italiani concorrenti e l'individuazione di modelli anche stranieri di successo e l'adozione delle pratiche che ne hanno permesso il successo, allo scopo di proporre alle compagnie cargo un'offerta di servizi equivalenti o migliori a tariffe più convenienti.

  2. La pubblicizzazione dello scalo cargo di Pescara non come singolo pezzo di un puzzle ma, al contrario, come chiave d'accesso ad un sistema di stoccaggio e di trasporto merci dalle enormi potenzialità, composta da: aeroporto, autostrade A14 ed A25, ferrovia Pescara – Roma e ferrovia adriatica, porti di Pescara, Ortona e Vasto, Interporto d'Abruzzo (Manoppello) ed in grado di raggiungere in modo rapido e diretto anche Roma ed il suo bacino economico.

  3. La conduzione di un dialogo continuo con le autorità nazionali, regionali e locali allo scopo di integrare sempre di più la rete di viabilità stradale, portuale e ferroviaria a servizio dell'Aeroporto d'Abruzzo allo scopo di permettere la promozione dello stesso come chiave d'accesso al sistema economico abruzzese e romano.

Come rilanciare l'economia locale convincendo nuove aziende ad operare nel nostro aeroporto e nella nostra regione?

La ricetta è semplice: occorre valorizzare gli assets presenti creando condizioni ed infrastrutture vantaggiose per le imprese dal punto di vista economico, logistico e qualitativo.

L'aeroporto cargo è situato nel cuore dell'area metropolitana allargata pescarese, riconosciuta da tempo come tra le più grandi d'Italia e come principale agglomerato urbano del Medio Adriatico:

  • 14° agglomerato urbano d'Italia (con circa 700'000 abitanti) secondo i dati del CENSIS.
  • 12° (con circa 310'000 abitanti) secondo i criteri adottati dall'Institut d'Estudis Regionals i Metropolitans de Barcelona.
  • Functional Urban Region di Livello B (530'000 abitanti) secondo il metodo FUR.
  • 17° (360'000 ab.) secondo lo studio condotto dal Prof. Bartaletti dell'Università di Genova.

Appare evidente come, pur cambiando criteri e classificazioni, il risultato non cambia: l'area metropolitana il cui perno insiste su Pescara entra di diritto nell'insieme delle più importanti aree metropolitane italiane e da tale dovrebbe iniziare a sognare e comportarsi, se realmente desidera iniziare a trainare l'intera economia d'Abruzzo.

Riprendendo il nostro discorso sul traffico merci, appare evidente che il bacino di riferimento delle imprese operanti a Pescara e sul suo aeroporto si estende ben oltre i limiti dei comuni limitrofi, abbracciando un numero di cittadini e consumatori tra i più rilevanti d'Italia.

L'Aeroporto Cargo pescarese non è però l'unica infrastruttura merci abruzzese lontana dallo sfruttare appieno le proprie potenzialità: anche il faraonico Interporto d'Abruzzo (ubicato in località Manoppello) appare da tempo in attesa di decollare.

Fornito di oltre 900'000 mq di spazi di stoccaggio, un terminal ferroviario dotato di due piazzali intermodali con capacità di 70'000 mq e numerose strutture di servizio, l'Interporto d'Abruzzo sorge sull'asse costituito dall'Autostrada A25 Pescara-Roma (ove dispone di un casello apposito) e dalla rete ferroviaria che attraversa Pescara – Chieti – Sulmona – il Fucino fino a raggiungere la capitale.

Le già grandi potenzialità di questa struttura sono incrementate dalla prossimità all'A14 (Autostrada Adriatica Bologna – Taranto) ed alla linea ferroviaria che percorre l'intera costa dell'Adriatico.

Nonostante le enormi opportunità offerte da tale immensa rete di connessioni, l'Interporto appare oggi fortemente sottoutilizzato ed in attesa di un ambizioso piano di rilancio.

È opinione di chi scrive che il rilancio dell'Interporto e dell'Aeroporto Cargo d'Abruzzo siano obiettivi strettamente connessi, i quali andrebbero perseguiti attraverso un'ambiziosa strategia comune.

Lo Scalo Merci dell'Aeroporto d'Abruzzo sorge ad Est del Terminal passeggeri, nell'area immediatamente a ridosso della torre di controllo e dell'estremità orientale dell'Apron 1 (piazzale sosta aeromobili) dell'Abruzzo Airport.

A meno di 100 metri di distanza, sorge indisturbata una risorsa dalle immense potenzialità tanto per l'Aeroporto Passeggeri quanto per il Terminal Cargo, eppur da sempre esclusa da qualsiasi progetto di potenziamento dell'Aeroporto: la ferrovia.

Il binario (per ora unico, si spera presto raddoppiato) della ferrovia Pescara – Roma passa infatti letteralmente a due passi dal Terminal, pronto a trasportare merci e passeggeri da/per l'Aeroporto d'Abruzzo verso le più disparate destinazioni.

La realizzazione, nella zona compresa tra le vie Polo e Magellano di San Giovanni Teatino, di una piccola ma funzionale stazione ferroviaria (“Pescara Aeroporto FS”) spingerebbe fortemente il nostro aeroporto verso una crescita definitiva e vigorosa. Analizziamo alcune opportunità:

  • PASSEGGERI: la stazione di Pescara Aeroporto FS permetterebbe di migliorare enormemente la connettività e la raggiungibilità dell'Aeroporto, che verrebbe così messo in collegamento diretto con qualsiasi località abruzzese, molisana e marchigiana posta sulla linea ferroviaria. L'introduzione di collegamenti diretti ferroviari renderebbe più appetibile volare da Pescara per i residenti delle Marche meridionali e dell'intero molise, accrescendo il bacino d'utenza dell'Abruzzo Airport prima che quelli degli aeroporti limitrofi lo facciano a scapito del medesimo. Al tempo stesso, i turisti in arrivo in Aeroporto potrebbero raggiungere facilmente il centro di Pescara, Chieti, Sulmone e moltissime altre località limitrofe in pochi minuti.

    Il raddoppio della linea ferroviaria Pescara – Roma (con la conseguente riduzione dei tempi di percorrenza) e la realizzazione della stazione di Pescara Aeroporto FS potrebbero infine rilanciare in modo prepotente l'ambizione di Pescara di diventare, agli occhi delle compagnie aeree low cost, aeroporto a servizio anche della stessa capitale.

  • MERCI: la realizzazione della stazione di Pescara Aeroporto FS, accompagnata alla creazione di una viabilità idonea in grado di collegarla al vicino Aeroporto Cargo, permetterebbe di qualificare quest'ultimo come Scalo Merci Intermodale utile a trasferire su rotaia le tonnellate di prodotti atterrati a Pescara da ogni angolo d'Europa, convogliandoli sul vicino Interporto d'Abruzzo e, da lì, verso ogni angolo d'Abruzzo, Lazio, Piceno e Molise.

    La costruzione di una stazione ferroviaria a servizio dello scalo aereo pescarese permetterebbe inoltre di collegare quest'ultimo anche al grande porto commerciale di Ortona (CH) e presto a quello di Vasto (CH), il cui allacciamento alla rete ferroviaria è già stato previsto nel Masterplan 2016 della Regione Abruzzo.

    Giova ricordare, con l'occasione, che quest'ultimo porto è manifestamente la leva attraverso cui può e deve passare lo sviluppo dell'intero bacino industriale della Val di Sangro e, con esso, dell'intera economia regionale.

Potremo aumentare esponenzialmente le potenzialità della nostra rete di porti, ferrovie, strade, aeroporti ed interporti solo considerandola non più come un'insieme di piccoli segmenti ma, al contrario, come un'enorme rete sinergica dalle incredibili potenzialità.

Lo stesso Interporto di Manoppello apparirà enormemente più appetibile per i colossi cargo internazionali se lo mettiamo in sistema con la rete di cui sopra.

L'unica strada per far crescere l'Abruzzo è unire le forze dei nostri territori e moltiplicarle attraverso infrastrutture intercomunicanti accompagnate da strategie ambiziose e lungimiranti.

Edoardo Di Paolo

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