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Proposte di uno studente per il rilancio di Pescara come città universitaria

Tra le proposte, una grande biblioteca unificata all'interno dell'ex Banco di Napoli ed una sala studio comunale aperta anche domenica e sera

| di Edoardo Di Paolo
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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LA SITUAZIONE DEGLI STUDENTI A PESCARA

Pescara è il cardine di un’estesa area metropolitana di oltre 200'000 abitanti, nella quale si intrecciano le vite di migliaia di studenti e pendolari. I ragazzi che frequentano scuole superiori a Pescara sono alcune migliaia, mentre circa 13'000 sono gli studenti delle 4 facoltà dell’Università D’Annunzio che vi hanno sede (Architettura, Economia, Scienze Manageriali, Lingue). A questo rapido conteggio dobbiamo aggiungere tutti gli studenti pescaresi frequentanti le università di Chieti, Teramo, Roma, Bologna, Ancona, L’Aquila, Milano, Pisa, Torino ed altre città che al termine delle lezioni e durante l’anno tornano nella propria città di origine per preparare esami e concorsi. Ciò porta a concludere che, tra studenti medi e universitari, nell'area di Pescara vivono all'incirca 20'000 studenti.

 

LE BIBLIOTECHE
L'area metropolitana di Pescara può contare su 4 biblioteche principali, aperte agli studenti ed alla cittadinanza per servizi di prestito libri e soprattutto trovare un luogo quieto per studiare:

  • Biblioteca Provinciale G. D’Annunzio: è probabilmente la biblioteca che grazie al discreto numero di posti e continuità degli orari risulta più utilizzata dagli studenti pescaresi. Essa dispone (teoricamente) di 128 posti a sedere e risulta aperta dal Lunedì al Venerdì con orario continuato dalle 8.30 alle 19.30. Il Sabato è aperta dalle 8.30 alle 13.30.
  • Biblioteca Regionale Di Giampaolo: è l’altra storica biblioteca di Pescara, aveva sede nella centralissima piazza Salotto e godeva di una disponibilità di posti a sedere lievemente più alta della biblioteca provinciale. La nuova sede, recentemente inaugurata sulla Tiburtina, dispone di numerosi posti a sedere, e di wifi libero. Unico neo a pesare sulla biblioteca la posizione leggermente decentrata, che la rende poco visibile e difficilmente raggiungibile dai giovani che non hanno l'automobile. Orari: Lunedì – Giovedì 9.15-13.00, 15.30 – 19-15; Venerdì 9.15-13.00.
  • Biblioteca unificata delle 4 facoltà pescaresi dell’ Ud’A: gode di un numero di posti a sedere maggiore rispetto alle precedenti, ma è anche vero che è teoricamente riservata ai soli studenti della locale Università. Ambiente privo di finestre. Ha buoni orari di apertura, essendo aperta dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 19, e il Sabato dalle 9 alle 13.
  • Biblioteca comunale di Montesilvano: più piccola delle precedenti, risulta comunque assai frequentata, sia dai cittadini montesilvanesi sia da studenti residenti nella zona di Pescara Nord. Orari: Lunedì – Venerdì 8.30-13.30, 15.15-18.45.

Conclusioni: a fronte di un numero di studenti assai elevato, nell'area metropolitana di Pescara vi è una offerta totalmente insufficiente di luoghi pubblici dove studiare, che soprattutto nei periodi antecedenti le sessioni universitarie d'esame provocano notevoli disagi, ben noti tra gli studenti pescaresi.

Dal Lunedì al Venerdì sono aperte tutte le biblioteche locali. Queste che nonostante il numero limitato di posti si sforzano di accogliere il maggior numero possibile di ragazzi e adulti, svolgendo però un ruolo inferiore alle loro potenzialità e soffrendo frequentemente problemi di sovraffollamento. Il Sabato, la situazione differisce da quella di qualunque città universitaria che si rispetti, in quanto solo due biblioteche sono aperte, con orario ridotto a mezza giornata.

La domenica e i festivi gli studenti locali ed i fuori sede iscritti alle Facoltà pescaresi sono completamente privi di un luogo dove incontrarsi e studiare, in quanto a Pescara nessuna biblioteca/sala studio risulta aperta. 


Si dirà: “Ma perché questi ragazzi non studiano a casa loro?” 

La risposta è semplice: moltissimi ragazzi scelgono di studiare in biblioteca/sala studio per trovare un ambiente che concili lo studio, con disponibilità di libri da consultare o da prendere in prestito. Le case private sono piene di fonti di distrazione, rumori molesti e ogni genere di disturbo. Le biblioteche costituiscono inoltre un fantastico luogo di ritrovo e cultura, dove i ragazzi possono al tempo stesso studiare e socializzare, confrontandosi tra amici nelle pause dallo studio.

Dirò di più: le biblioteche pescaresi da anni suppliscono (seppur parzialmente) alla grave assenza in città di un punto di riferimento per i giovani, uno spazio polifunzionale messo a disposizione da Comune/Provincia/Regione ove i ragazzi possano studiare, organizzare cineforum e dibattiti, trovare sale dove far riunire gratuitamente le associazioni giovanili no profit. Uno spazio simile, che sarebbe vero concime culturale per la gioventù pescarese, sfortunatamente a Pescara non esiste, sebbene non manchino i tanti contenitori vuoti, spazi pubblici sottovalutati o sottoutilizzati.

La presenza di una biblioteca/sala studio produce inoltre grandi esternalità positive per le attività commerciali del circondario: il flusso di studenti in entrata e in uscita da una biblioteca/sala studio è fonte di sostentamento per le piccole attività commerciali adiacenti, le quali offrono ristoro, svago, oggetti di cancelleria e molto altro ai giovani clienti. In breve: biblioteche e sale studio, troppo spesso viste dalle istituzioni che le gestiscono come un peso improduttivo al quale trovare una copertura in sede di stesura del bilancio, fanno persino girare l’economia locale. Se a questo aggiungiamo gli effetti benefici dello sviluppo culturale e della formazione di giovani menti colte, creative e critiche, l'importanza per Pescara e per l'Abruzzo degli investimenti culturali appare di vitale importanza.

Riassumendo, i punti critici dello studio in biblioteca a Pescara sono:

  • La scarsità di postazioni di studio rispetto al numero degli studenti presenti in città: nella migliore delle ipotesi, può trovare posto nelle biblioteche cittadine meno di uno studente su 40 di quelli esistenti.
  • L’esiguità degli orari e dei giorni di apertura: in ogni città universitaria d’Italia che voglia meritare davvero questo appellativo gli studenti possono contare ogni giorno su almeno una sala studio o una biblioteca dove poter studiare, 7 giorni su 7, spesso anche la sera. 

Pescara vuole vantarsi di essere una città universitaria, ma non può dire di esserlo se non mette a disposizione locali idonei allo studio, sia in un’ottica di spazi che di tempo.

Intere città italiane fondano la loro economia, il loro dinamismo e la propria strategia di crescita sull'essere città universitarie: Pisa, Bologna, Pavia, Parma, Siena sono solo degli esempi.

Pescara avrebbe caratteristiche promettenti per proporsi nell'area del centro-sud come meta di crescenti flussi di fuori sede, così potrebbe fare molto di più per trattenere i tantissimi studenti pescaresi che studiano altrove e, spesso, non fanno più ritorno, portando la loro creatività altrove.

PROPOSTA 1

REALIZZAZIONE DI UNA BIBLIOTECA UNIFICATA ALL'INTERNO DEL PALAZZO DELL'EX BANCO DI NAPOLI
Viviamo tempi di crisi, gli enti territoriali che gestiscono le principali biblioteche cittadine fronteggiano anni di costante riduzione delle risorse, le quali si ripercuotono inevitabilmente dei servizi erogati (esempi: nel caso della biblioteca provinciale, il lungo periodo di chiusura dei depositi, al quale si è potuto metter fine solo una volta trovare le risorse per i lavori necessari a ottenere l'agibilità; nel caso della biblioteca regionale, la scelta di spostarsi da una sede sì fatiscente, ma centralissima, ad una moderna e gradevole, ma fortemente periferica, di certo influenzata da ragioni di canone d'affitto). È evidente che, limitandoci a perpetuare lo status quo, non faremo che condannare le biblioteche cittadine ad una costante, affannosa lotta per la sopravvivenza. Sempre più spesso, i singoli enti rischieranno di non essere in grado di far fronte alle spese necessarie al loro funzionamento. Se a queste considerazioni aggiungiamo che il centro di Pescara da anni risente della mancanza di un forte punto di riferimento culturale, un vero cuore pulsante per la cultura cittadina in un centro che, seppur riqualificato, rischia di assomigliare sempre più ai corridoi di un centro commerciale piuttosto che ad un centro cittadino culturalmente dinamico, ecco che la soluzione appare evidente: Pescara necessita di una grande biblioteca unificata, la quale riunisca il patrimonio librario della Biblioteca Provinciale “D'Annunzio” e della Biblioteca Regionale “Di Giampaolo” in uno spazio di grandi dimensioni, situato nel cuore della città ed in grado di ospitare eventi culturali di ogni tipo. Le soluzioni sono due: attendere che il progetto volto a costruire ex novo tale biblioteca nelle aree di risulta ferroviarie veda finalmente la luce dopo anni di ritardi, oppure ridare dignità e prestigio ad un edificio storico di grandi dimensioni già presente nel cuore della città, attraverso uno sforzo condiviso da Comune, Provincia e Regione con la insostituibile collaborazione della Fondazione PescarAbruzzo. Si dà il caso, infatti, che tale Fondazione sia in possesso dal 2012 di un immobile che rientra perfettamente nei requisiti necessari alla realizzazione, in tempi relativamente rapidi, di tale progetto: l'edificio dell'ex Banco di Napoli, sito all'angolo tra Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele II, nel cuore di Pescara. Una partnership tra Comune, Provincia e Regione volta a cambiare la destinazione d'uso dell'edificio, riqualificandolo e realizzandovi la grande biblioteca unificata simbolo del rilancio culturale ed economico di Pescara, potrebbe incontrare la volontà della Fondazione PescarAbruzzo di concedere tale immobile in comodato d'uso, o di renderlo ugualmente disponibile a condizioni sostenibili per i bilanci degli enti partecipanti. Un progetto così suggestivo e rivoluzionario per la città potrebbe intercettare anche i finanziamenti di grandi gruppi imprenditoriali locali, i quali riceverebbero in cambio del loro mecenatismo un ritorno d'immagine più che positivo. La realizzazione di una biblioteca unificata nel palazzo dell'ex Banco di Napoli si inserirebbe inoltre alla perfezione nelle intenzioni manifestate al momento dell'acquisto dal Presidente della Fondazione PescarAbruzzo Nicola Mattoscio, il quale aveva espresso il desiderio di restituire lo spazio alla città dandogli una destinazione culturale.

La realizzazione di una grande biblioteca unificata all'interno del palazzo dell'ex Banco di Napoli produrrebbe inoltre altre esternalità positive:

  • L'ubicazione della nuova biblioteca/centro culturale sarebbe perfetta per tutti coloro che desiderino muoversi con la mobilità alternativa ed ecologica. Quasi tutte le linee degli autobus urbani fermano infatti in Corso Vittorio Emanuele II o presso la Stazione FS, rendendo l'ex Banco di Napoli assai facile da raggiungere per quelle categorie che più di tutti animano le biblioteche: giovani dai 18 ai 30 anni e pensionati. Inoltre, la presenza di numerose piste ciclabili/zone ciclopedonali (piste ciclabili che conducono qui: asse viale Pindaro, viale D'Annunzio, ponte di ferro, via De Gasperi, Aree di Risulta, piazza Sacro Cuore; asse delle due riviere, connesso dal ponte del mare, e corso Umberto I; asse della strada parco, che da Montesilvano conduce a due passi da piazza Sacro Cuore in tutta sicurezza) nei dintorni rende l'edificio facile da raggiungere sia a piedi che in bicicletta. Gli studenti pendolari potrebbero inoltre farvi sosta prima o dopo lezione, sulla via verso la stazione ferroviaria.
  • L'edificio è facile da raggiungere anche in auto, grazie alla vicina presenza del parcheggio delle aree di risulta.
  • Il centro di Pescara, da sempre tenuto in considerazione in primis per la sua vivacità commerciale, vivrebbe una vera rivoluzione culturale. 

Pescara ha bisogno di scelte coraggiose e lungimiranti. Questa vuole essere solo una semplice proposta, ma spero che la prenderete in considerazione, perchè una città ambiziosa come la nostra merita di più dal punto di vista culturale, e merita di offrire ai propri giovani spazi che sappiano conciliare l'incontro, lo studio e una più matura concezione di città.

PROPOSTA 2

REALIZZAZIONE DI UNA SALA STUDIO COMUNALE DA AFFIANCARE ALLA BIBLIOTECA UNIFICATA ALL'INTERNO DEL CIRCOLO ATERNINO, O NEI LOCALI SOTTOUTILIZZATI AL PRIMO PIANO DEL MERCATO COPERTO DI VIA DEI BASTIONI
Il Circolo Aternino è un edificio di grande importanza storica per Pescara, finalmente recuperato in tempi recenti dopo decenni di totale abbandono e degrado. Il Circolo Aternino è un edificio nato ed evolutosi per seminare cultura e contribuire allo sviluppo delle coscienze, essendo stato il ritrovo preferito di intellettuali del rango di Gabriele D’Annunzio e degli artisti delle famiglie Cascella e Michetti, come di molti altri personaggi illustri.
Il Circolo Aternino, dopo il brillante restauro, attraversa oggi una nuova fase di incertezza: alle grandi aspettative per il suo utilizzo è seguito un utilizzo certamente inferiore alle potenzialità intrinseche del luogo, il quale meriterebbe una funzione innovativa e coraggiosa. Il Comune sembra puntare oggi ad utilizzarlo come l’ennesimo contenitore per esposizioni estemporanee. Ricordiamo al riguardo che Pescara è già ricca di spazi espositivi altamente funzionali e già sottoutilizzati, come il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna, il Museo delle Genti d’Abruzzo (dotato di ampi spazi espositivi), l’ampissimo ex Aurum ed altri.  La mia personale, modestissima opinione è che il Circolo Aternino meriti una destinazione più coraggiosa: presento questa proposta affinché esso possa tornare ad essere un luogo veramente vissuto, il motore della cultura pescarese.
PROPONGO DI REALIZZARE NEI LOCALI DEL CIRCOLO ATERNINO (O DEL PRIMO PIANO IN DISUSO DEL MERCATO DI VIA DEI BASTIONI)  LA PRIMA SALA STUDIO COMUNALE DI PESCARA.
L’edificio infatti risulta ampio e comodo, potendo contare su una superficie distribuita su più piani e su una posizione unica nel cuore della città, proprio lì dove essa è nata. Esistono numerosi motivi per cui la realizzazione di una sala studio presso il Circolo Aternino costituirebbe un enorme successo sia a livello sociale che culturale per Pescara:


LA STRUTTURA

Una Sala Studio è una delle opere pubbliche dalla realizzazione più economica in assoluto. Essendo l’edificio già pronto ed in ottimo stato data la recente ristrutturazione i lavori sarebbero molto rapidi e peserebbero veramente poco sulle casse del Comune. Una Sala Studio richiede un arredamento assai più semplice rispetto ad una biblioteca. Bisogna solo dotare la struttura di un arredamento consono allo studio con tavoli, sedie ergonomiche e lampade da tavolo che integrino la luce delle ampie vetrate del cortile interno dell’edificio per renderla più idonea allo studio. Tutto qui. Se proprio si volesse realizzare una Sala Studio perfetta allora vi si potrebbe installare una piccola libreria contenente vocabolari, codici giuridici, un’enciclopedia e quanto può essere utile ad uno studente. Pochi volumi essenziali. Essendo dotato di vetrate che affacciano sia su Corso Manthoné che sul cortile interno con lampade da tavolo la luce sarebbe di gran lunga sufficiente per studiare. Ricordiamo che all’Università d’Annunzio sono riusciti a ricavare una biblioteca perfettamente funzionante persino da un locale completamente privo di finestre! Al Circolo Aternino ciò non sarebbe necessario, date le ampie aperture rivolte sia verso corso Manthoné che verso il cortile interno. Sarebbe magnifico decorare le pareti di questa Sala Studio con fotografie della vecchia e della nuova Pescara, per aumentare la consapevolezza della storia e dell’anima della città tra i suoi frequentatori, e rendere l’ambiente della Sala Studio ancora più gradevole e conciliante. La Sala Studio potrebbe disporre di molti posti a sedere, essendo il C.A. una struttura su più piani. Inoltre una Sala Studio, a differenza di una biblioteca, non necessita di un custode fisso, presente
durante tutta la giornata. Per la sicurezza bastano sistemi automatici alle porte, non essendovi libri rari o manufatti da sottrarre. Le spese di gestione di uno spazio di studio simile sarebbero irrisorie, e i benefici massimi per l’intera città. Il Comune dovrebbe garantire l’apertura della Sala Studio in orario continuato, dalla mattina presto alla sera, anche nel fine settimana, per massimizzarne l’utilizzo da parte degli studenti, i quali certamente sarebbero entusiasti di avere finalmente un punto di ritrovo e di studio a loro dedicato in città. La sala studio permetterebbe di offrire uno spazio alternativo alla Biblioteca Unificata di cui sopra, in particolare per lo studio serale e per i week-end.

LA POSIZIONE

Il Circolo Aternino gode di una posizione ottimale, che lo rende facilmente raggiungibile sia dal centro che dalle zone periferiche della città, in particolare tramite l’utilizzo di mezzi pubblici o ciclabili. Vediamo: Bicicletta: per gli ecologisti e coloro che non vogliono spendere un patrimonio in benzina raggiungere il C.A. risulta assai semplice. Esso è sito nella zona pedonale del Centro Storico e sorge al crocevia di due importantissime piste ciclabili:

1) Quella che dal ponte della Libertà e dalla zona di via Pian delle Mele - via del Circuito – via Valle Roveto – Lungofiume Nord collega rapidamente la Golena Sud correndo parallela al fiume su entrambe le sponde, e che va a terminare proprio dietro al Circolo Aternino, presso la porta di Pescara Vecchia sulla Golena Sud dietro casa D’Annunzio.

2) Quella che, nella direzione Nord – Sud corre dall’Università su viale Pindaro – viale D’Annunzio – Ponte di Ferro -  Via De Gasperi – Aree di Risulta, per ricollegarsi in piazza Sacro Cuore alla zona a traffico limitato del Centro e di Corso Umberto I, la quale a sua volta la collega alla direttrice ciclabile della riviera, estendendo quindi il percorso ciclabile a Nord fino alla Rotonda Paolucci e a Sud fino al Ponte del Mare e infine all’angolo tra la Riviera Sud e via Pepe.

Di fronte a questi elementi di fatto possiamo affermare con certezza che il Circolo Aternino è uno dei luoghi più facilmente raggiungibili in bicicletta a Pescara, da numerosi punti e diversi quartieri. Ricordiamo che la bicicletta è uno dei mezzi preferiti dagli studenti (e non solo) e che in una città afflitta da gravissimi livello di polveri sottili come Pescara sarebbe importantissimo incentivarne l’utilizzo. Mezzi Pubblici: il Circolo Aternino risulta assai ben collegato anche via autobus, urbani e non. In particolare ricordiamo che in piazza Garibaldi, a 20 m di distanza, vi è una fermata delle linee urbane 38, 13, 15. A 200 m dal Circolo Aternino si trova la fermata del Comune, dove sostano pressoché tutte le linee di autobus urbani e numerose linee extraurbane. Stesso discorso per la fermata del Rampigna, distante meno di 100 metri. Il Circolo Aternino sorge infine a meno di 150 metri dalla Stazione FS di Pescara Portanuova, frequentata quotidianamente da centinaia di pendolari e studenti. Automobile e altri mezzi privati: l’edificio in questione si trova a 20 metri dal parcheggio della Golena Sud, 310 posti auto, e a 100 m dal nuovo grande parcheggio delle Torri Camuzzi da 200 posti. Inoltre presso la stazione FS di Portanuova si trova un altro grande parcheggio sotterraneo comunale da centinaia di posti auto.

OPPORTUNITA’ ECONOMICA DELLA PROPOSTA

La presenza di un numero alto di fruitori del C.A. garantirebbe infine alle attività commerciali dell’intera zona grande prosperità ed una clientela continua, sia per la ristorazione rapida delle pause pranzo che per altri tipi di offerta, come per lo shopping comune: bar, negozi, ristoranti, gelaterie, musei vedrebbero aumentare sensibilmente la loro potenziale clientela. Pescara Vecchia tornerebbe ad essere vissuta, in maniera molto più ordinata e pacifica che di notte, anche di giorno, da studenti e persone di ogni età. L’intero quartiere sarebbe così vivo sia di giorno che di notte.
Vi sarebbe beneficio per l’intera comunità, ed è questo ciò cui dobbiamo puntare nel momento in cui immaginiamo una nuova opera pubblica: il bene di tutti. Se Pescara avesse il coraggio e la lungimiranza di proporsi come città realmente aperta agli studenti non solo questi ultimi, ma la comunità intera ne trarrebbero giovamento. Il rilancio di Pescara come città universitaria e aperta ai giovani verrebbe ad essere completo inserendo nel contesto degli interventi citati nella presente lettera altri progetti di interesse giovanile. Faccio alcuni esempi:

 

  • Realizzazione, nell'ex Ferrhotel di Corso Vittorio Emanuele II, attualmente di proprietà comunale, di un ostello della gioventù (le tariffe alberghiere medie pescaresi sono troppo elevate per attrarre un flusso turistico giovanile intenso).
  • Il definitivo completamento della casa dello studente di via Croce, e magari la costruzione di ulteriori edifici adibiti a residenza studentesca, utili anche per attrarre un numero maggiore di studenti fuori sede dai territori e regioni limitrofi.
  • La valorizzazione della mensa universitaria di viale Marconi.
  • L'introduzione di tariffe agevolate per permettere ai giovani di assistere a prezzi di assoluto favori alla stagione teatrale pescarese. Intendo tariffe agevolate sul singolo biglietto teatrale, mentre invece oggi le agevolazioni sembrano esservi solo sugli abbonamenti all'intera stagione. 

Nella speranza che queste proposte, certamente innovative, vengano sostenute dai rappresentanti politici locali e incontrino il favore di chi legge, restituiamo a Pescara l'orizzonte che merita.

Edoardo Di Paolo

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