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La pista di ghiaccio di Piazza della Rinascita, i dubbi di Pescara Mi piace:"E' tutto in regola?"

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“I cavi elettrici volanti sospesi tra un albero e l’altro, a mo’ di liana, un lago d’acqua e poltiglia che a ogni ora del giorno e della notte invade mezza piazza Salotto, con gravi rischi di caduta per i passanti, dando all’intera area l’aspetto di una casbah. E’ un progetto mal copiato quello della pista di pattinaggio sul ghiaccio firmato dal sindaco Alessandrini, un progetto sul quale pesano i dubbi che l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ pone alla giunta chiedendo la produzione dei documenti: chi è la ditta responsabile dell’impianto? Ha pagato l’occupazione del suolo pubblico su piazza della Rinascita, com’è sempre stata pagata dal 2009 al 2013? Ha pagato la fornitura di energia elettrica e dell’acqua potabile utilizzata per la formazione continua del ghiaccio? Siamo certi che il vicesindaco Del Vecchio, il sindaco Alessandrini e l’assessore Cuzzi non avranno alcun problema a produrre immediatamente copia delle ricevute di tali pagamenti effettuati. In caso contrario, siamo pronti a sottoporre gli stessi quesiti alle Autorità competenti, anche alla verifica contabile, oltre che a investire della problematica la Commissione comunale di Vigilanza per l’acquisizione degli atti”.

A dirlo è stato l’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, accendendo i riflettori sulla pista di pattinaggio installata sul versante nord di piazza della Rinascita dalla giunta Alessandrini per le festività natalizie.

“È proprio il caso di dirlo che quella pista di pattinaggio proprio non piace ai pescaresi, semplicemente una brutta copia dell’impianto che il centro-destra ha allestito per anni. Ma la questione estetica appartiene alla sfera del buon gusto ed è specchio di chi consente tali realizzazioni. A preoccuparci oggi sono soprattutto gli aspetti tecnici e amministrativo-finanziari della pista, di cui non ci è stato possibile rintracciare atti e documenti non essendo ancora stati pubblicati sul sito istituzionale del Comune di Pescara, seppur ormai le feste natalizie siano agli sgoccioli – ha sottolineato l’avvocato Fiorilli –. Per tutta la durata delle feste piazza Salotto ha assunto l’aspetto di una casbah, tra tendoni, pista, stand, un’accozzaglia priva di qualunque organizzazione. Colpa, probabilmente, della marcia indietro del sindaco Alessandrini che il 13 novembre aveva deciso di realizzare il ‘Pescara Christmas Village’, un presunto Villaggio di Natale mettendoci dentro di tutto: dalla pista di pattinaggio al mercatino, alla casa di Babbo Natale, concerti, spettacoli, baby sitting, merende e cenoni. Fatto l’avviso pubblico, ha risposto una sola società la cui proposta è però stata bocciata l’11 dicembre, facendo saltare il Villaggio. Poi all’improvviso è saltata fuori dal nulla la pista di pattinaggio, piccola, povera negli allestimenti, ma, soprattutto, di fatto nessuno sa a quali condizioni è stata assicurata quella pista, ovvero: impossibile a oggi sapere a quale società è stato affidato l’incarico di fornire e gestire l’impianto, e con quali modalità è stata individuata la società, ossia è stata svolta una seconda gara, seppur informale, o c’è stata semplicemente una ‘chiamata diretta’ a fiducia? E a quali condizioni sta operando detta società, ossia chi ha stabilito i prezzi al pubblico per accedere alla pista, e in quale misura ha contribuito il Comune di Pescara, ricordando che parliamo di un Ente che ha dichiarato il predissesto, alzando al massimo, da un anno e mezzo, tutte le imposte comunali a carico dei cittadini e che appena dieci giorni fa ha contratto un ulteriore debito con lo Stato pari a 33milioni e mezzo di euro, un debito che i pescaresi dovranno restituire entro i prossimi dieci anni, dunque parliamo di un Comune che di certo non può permettersi generosità né libere erogazioni di servizi, specie su aree di grande visibilità e attrattività economica come piazza Salotto. Dunque: avendo di fatto occupato metà superficie del versante nord di piazza Salotto per almeno un mese, la società che gestisce la pista di pattinaggio, quanto ha pagato per l’occupazione del suolo pubblico? Tra gli atti pubblicati, non siamo riusciti a trovare traccia della stipula di una convenzione, obbligatoria in tali casi, con la specifica dei costi: nel progetto originario del Villaggio di Natale, il Comune aveva inizialmente previsto di concedere gratis l’occupazione del suolo pubblico e l’allaccio elettrico, scelta comunque irresponsabile e inopportuna considerando le pessime condizioni finanziarie del Comune stesso, sulla soglia del default. Ma comunque, saltato il progetto del ‘Villaggio’ è evidente che anche quelle condizioni non sono più da considerarsi valide.

Ma dalla piazza cominciano a levarsi voci di protesta per quella pista e per i termini di affidamento del servizio, termini sui quali, a questo punto, occorre fare chiarezza: l’Associazione cittadina ‘Pescara – Mi piace’ – ha detto l’avvocato Fiorilli - chiede al sindaco Alessandrini di produrre alla città copia degli atti inerenti l’allestimento della pista di pattinaggio, dunque i termini di assegnazione dell’incarico, per validare la trasparenza di eventuali ulteriori bandi, e copia dei pagamenti che la società affidataria avrà sicuramente fatto per l’occupazione del suolo pubblico, e delle forniture di allacci e consumi elettrici e dell’acqua potabile per la formazione del ghiaccio. Se tali documenti non verranno resi pubblici entro qualche giorno, evidentemente ci rivolgeremo ad altre sedi competenti per avere tutti i chiarimenti necessari, fermo restando che l’eventuale concessione a titolo gratuito di piazza Salotto comunque esporrebbe il Comune a un grave danno economico, ritenendo ingiustificabile l’eventuale rinuncia a un incasso finanziariamente significativo per un Ente in pre-dissesto, quindi parliamo di una vicenda che andrebbe sottoposta subito all’attenzione delle Autorità competenti alla verifica contabile. Nel frattempo chiediamo anche di provvedere a una verifica tecnica della pista, che provoca a ogni ora del giorno e della notte l’allagamento di mezza piazza Salotto, invasa da acqua e poltiglia determinata dal ghiaccio che si scioglie, oltre che sui cavi elettrici volanti, sospesi tra un albero e l’altro, chiedendo lumi sulla presenza o meno delle canaline a terra per la messa in sicurezza il cui costo si aggirava, sino a due anni fa, sui 3mila euro circa, sostenuti dalla società affidataria del servizio”.

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