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Pescara Mi Piace: "Il sindaco ha chiuso al traffico Corso Vittorio Emanuele per la fiera degli antichi mestieri, ma la città non lo sapeva!"

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“Ci risiamo: il sindaco Alessandrini ha chiuso al traffico corso Vittorio Emanuele, ma la città non lo sapeva. A partire dalla mezzanotte passata e fino a domenica notte, corso Vittorio ospiterà infatti gli stand della tradizionale Fiera ‘Arti e Mestieri’, iniziativa che ha imposto, ovviamente, il divieto di transito, sosta e fermata anche nel tratto compreso tra via Genova e via Trento, ma il Comune non lo ha detto ai cittadini, non lo ha detto ai commercianti, non lo ha detto agli automobilisti che, stamattina, dunque un giorno lavorativo, con le scuole e gli uffici aperti, si sono ritrovati bloccati tra transenne e bancarelle, prigionieri in casa. Impossibile anche rintracciare sull’albo pretorio comunale l’ordinanza di chiusura al traffico. Chiaro esempio di disorganizzazione dilettantesca e di colpevole disattenzione nei confronti del territorio che vivrà l’ennesimo fine settimana ‘nero’”. A dirlo è l’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ contattato da molti residenti del centro, stamane colti di sorpresa dall’evento.
 

“Quello odierno è stato un copione che, puntuale, ormai si ripete a ogni iniziativa promossa dal duo Alessandrini-Cuzzi – ha sottolineato Fiorilli – che riescono a danneggiare anche l’immagine di eventi, nati con l’amministrazione di centro-destra, e ormai entrati a far parte della nostra tradizione. Questa volta è toccato alla Fiera ‘Arti e Mestieri’, un appuntamento fisso per Pescara, inizialmente nato in corso Umberto e che gli stessi ambulanti e organizzatori hanno chiesto di trasferire in corso Vittorio Emanuele dopo i lavori di riqualificazione voluti, finanziati e realizzati sempre dall’amministrazione di centro-destra. Una scelta ovvia, viste le dimensioni di corso Vittorio che sicuramente consentono di ospitare un numero maggiore di espositori e artigiani, ma che comunque oggi deve fare i conti con la dannosa riapertura al traffico della strada voluta dalla giunta Alessandrini. Inizialmente l’evento era stato previsto per il 9, il 10 e l’11 ottobre scorsi, per poi essere rinviato causa maltempo. Peccato che la giunta non si sia preoccupata di dare adeguata pubblicità al rinvio, non ha predisposto una nuova ordinanza per la chiusura della strada, e infatti non ve n’è traccia tra gli atti pubblicati sull’albo pretorio comunale, e non ha garantito una degna informazione a chi in corso Vittorio Emanuele ci vive o ci lavora e che ha scoperto la Fiera solo stamattina, svegliati alle 6 dall’arrivo dei furgoni e delle bancarelle che cominciavano a posizionarsi, e scoprendo così che per questo fine settimana corso Vittorio Emanuele era chiuso al traffico anche venerdì e sabato mattina. Non un cartello, non un segnale, non un volantino nei giorni scorsi ad annunciare la chiusura della strada e le modalità di accesso alla via per i tre giorni della Fiera per coloro che sono proprietari di un posto auto al coperto, un garage, un cortile, e che stamane si sono precipitati in strada per tirare fuori la propria vettura prima di restare chiusi dalla lunga fila di bancarelle. Per non parlare dei negozianti che si sono ritrovati con le vetrine completamente oscurate dai gazebo, vetrine divenute invisibili per chi passeggia al centro della carreggiata, colpa di una cattiva organizzazione nella disposizione degli stand che ha riacceso le antiche rivalità tra ambulanti e attività fisse, piuttosto che favorire la collaborazione.

Molti gli ambulanti che si sono dovuti spostare, senza contare – ha proseguito Fiorilli - che la totale assenza di informazione non ha permesso di programmare e conciliare anche le attività di carico e scarico delle merci, con furgoni rimasti al di là delle transenne, bloccando la viabilità o, in alternativa, rinviando a questa notte la consegna della merce, e comunque creando un disagio. E ora i cittadini si stanno preparando a tre giorni di ‘passione’ per colpa di un’amministrazione che, nella propria inadeguatezza pasticciata, riesce a rovinare anche quelle iniziative che, al contrario, dovrebbero incentivare il rilancio del centro commerciale naturale e soprattutto portare persone verso il cuore centrale di Pescara, e non agevolare la loro fuga verso i grossi centri fuori città”.

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