Partecipa a Pescara News

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Parco della Costa Teatina. Associazioni ambientaliste, "basta con le perdite di tempo, si firmi il decreto"

Condividi su:

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa indetta dalle associazioni WWF, Legambiente, ARCI, FAI, Italia Nostra, Pro Natura, Mare Vivo e LIPU, si è discusso del Parco della Costa Teatina e sulla normativa di tutela dello stessa, nonchè dell'esposto inviato dalle stesse associazioni al Presidente del Consiglio Renzi e al Presidente della Republica Mattarella.

C'è grande soddisfazione da parte delle associazioni ambientaliste come il WWF, Legambiente, Arci, FAI, Italia Nostra, Pro Natura, Mare Vivo e LIPU per la lettera inviata dal Ministero dell’Ambiente al Presidente della Regione D’Alfonso con la quale si definisce non in linea con la normativa vigente la nuova perimetrazione del Parco e la richiesta di emendamenti da parte della Regione Abruzzo

Le associazioni hanno rivelato infatti di aver scritto congiuntamente il 24 febbraio scorso un esposto al Presidente del Consiglio dei Ministri proprio per sollecitare la chiusura della procedura istitutiva del Parco Nazionale della Costa Teatina. Nel testo si evidenziano le bellezze naturalistiche del territorio del Parco, ricordando l'Iter necessario per l'istituzione dello stesso, e l'istituzione di un commissario straordinario per la sua realizzazione.

Cosi interviene Luciano Di Tizio, WWF:

"Siamo soddisfatti della decisione presa dal Minstero dell'Ambiente. Noi abbiamo chiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri e per conoscenza al Presidente Della Repubblica Mattarella, di non tener conto, in nessun modo, della lettera del Governatore D'Alfonso, in quanto illegittima."

Giuseppe Di Marzio di Legambiente, invece, spiega:

"La difficoltà dei sindaci della Costa Teatina di mettere in campo delle politiche a consumo a costo 0 è evidente anche nella discussione del Parco Della Costa Teatina. Ci sono comuni virtuosi, come Tollo, che hanno messo in piedi una scelta volta alla conservazione dei terreni agrari recuperandoli addirittura dai terreni edificabili. Questa inversione di tendenza, a quanto pare seguita anche da altri comuni testimonia la necessità di uscire fuori dell'economia fatta solo di cemento e petrolio. A tal propisito, anche il voto del 17 aprile, con il referendum contro le trivelle diventa vitale per il sì che cancelli definitivamente le trivelle dal nostro territorio".

Lino Salvatorelli, Arci:

"A questo punto, qui è in ballo la credibilità di tutto il territorio abruzzese e del sistema legislativo stesso. Noi ci stamo muovendo e stiamo facendo riferimento semplicemente a quella che è la legge. La legge è uguale per tutti, quindi deve arrivare a compimento".

 

Condividi su:

Seguici su Facebook